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Mondo Meccatronico

Cercasi Meccanico

Esperto, motivato, già formato e con voglia di lavorare (gratis magari?)

Ogni volta che un titolare mi dice:

“Non riesco a trovare ragazzi validi da inserire in officina” … so già dove andrà a parare la conversazione.

Le lamentele sono sempre le stesse:

  • “Oggi nessuno ha più voglia di lavorare.”

  • “I giovani non sono affidabili come una volta.”

  • “Ho fatto 5 colloqui, ma non ne prenderei neanche uno.”

A quel punto, faccio sempre la stessa domanda: “Fammi vedere come hai scritto il tuo annuncio.”

E lì capisco tutto. Il problema non sono i candidati.  Il problema è come li cerchi.

Se anche tu stai cercando competenze e null’altro, sei già sulla strada sbagliata.

 

1. Il tuo annuncio è noioso come una cinghia rumorosa

Lo so, non lo fai apposta. Ma leggi qua: “Officina in espansione cerca meccanico con esperienza.” Suona familiare?

Sai cosa leggono i candidati?

“Solita officina che vuole spremere qualcuno senza dargli nulla in cambio.”

Se vuoi attirare qualcuno di valido, devi scrivere un annuncio che si faccia leggere.

Racconta com’è lavorare da te. Spiega che tipo di persona stai cercando, ma fallo in modo umano e coinvolgente.

Esempio sbagliato: “Cerchiamo gommista con esperienza almeno triennale.”

Esempio giusto:

“Ti piacciono le auto e vuoi lavorare in un ambiente dove contano di più la testa e la voglia di fare che il curriculum? Cerchiamo uno come te per affiancarci in stagione, con possibilità di crescere tutto l’anno.”

 

2. Stai cercando competenza, ma dovresti cercare attitudine

Il mondo dell’autoriparazione è cambiato.

Chi ha 10 anni di esperienza probabilmente ha già un posto… e non si muove facilmente.

Il punto non è se uno sa già usare il diagnostico: è se ha voglia di imparare, se è curioso, se ci tiene.

Le competenze si insegnano.  L’attitudine no.

 

3. Il tuo colloquio è noioso come un verbale dell’ASL

Mi parli delle sue esperienze?
Lavora in autonomia?
Quali sono le riparazioni che sa fare?

Basta!

Il colloquio deve diventare un’esperienza vera. Un’occasione per conoscersi.

Chiedi cose che lo spiazzino, tipo: “Cosa ti ha fatto arrabbiare nell’ultimo posto in cui hai lavorato?”

Oppure: “Cosa ti piacerebbe fare, ma ancora non hai avuto l’occasione?”

E poi fagli fare qualcosa. Se dice che sa cambiare una frizione, fagliela spiegare. Se dice che ci sa fare con i clienti, fallo rispondere al telefono.

 

4. Non stai vendendo il ruolo (e dovresti farlo)

Sì, hai capito bene: devi vendere anche il posto di lavoro.

Tu non stai solo selezionando lui.

Lui sta scegliendo te.

E se non gli fai capire perché dovrebbe lavorare nella tua officina, non lo farà.

Perché da te si sta bene?
Come si cresce?
Qual è la cultura dell’officina?
Cos’è che rende unico lavorare con te?

Quali sono i valori dell’azienda?

Se non rispondi a queste domande, i migliori non verranno mai.

 

5. Li assumi… ma poi li perdi

Metti che hai trovato uno in gamba. Lo prendi. Dopo 6 mesi se n’è andato.

Come mai?

Perché non hai fatto nulla per tenerlo.

Formazione? Zero.
Prospettive? Nessuna.
Confronti? Mai.

Eppure basta poco:

  • Fallo crescere.

  • Dai spazio alle sue idee.

  • Fagli sentire che conta.

Un collaboratore che cresce, resta.

 

Conclusione: cambia metodo, cambia risultati

Se fai fatica a trovare personale, forse è il tuo approccio che va rivisto.

  • Scrivi annunci veri, umani, che parlano alle persone.

  • Cerca attitudine, non solo competenze.

  • Fai colloqui che lascino il segno.

  • Vendi il ruolo, perché oggi anche il lavoro si sceglie.

  • Tieni stretti quelli bravi: curali come curi i clienti migliori.

E ora tocca a te.

👉 Qual è stato l’errore più grande che hai fatto nelle assunzioni? Scrivilo nei commenti. Poi pensa a cosa puoi fare di diverso oggi.

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