Nel settore dell’autoriparazione, si parla spesso di attrezzature all’avanguardia, strategie di marketing e nuovi modelli di business. Ma quante volte si parla davvero di persone?
Un’officina non è fatta solo di macchine, ma di persone che devono collaborare, comunicare e dare il massimo ogni giorno. Eppure, trovare e mantenere un team motivato è una delle sfide più grandi per ogni titolare.
📌 Esiste un modo per migliorare l’ambiente di lavoro e, allo stesso tempo, aumentare la produttività?
Ne abbiamo parlato con Daniela Di Ciaccio e Veruscka Gennari, autrici del libro “La scienza delle organizzazioni positive”, che studiano come alcune aziende abbiano scelto di mettere il benessere e la valorizzazione dei collaboratori al centro della loro strategia.
L’intervista che segue offre spunti concreti per applicare questi principi anche nel mondo delle officine. Perché, alla fine, un team motivato non è solo più felice… ma lavora meglio e porta risultati reali.
👉 Ecco cosa ci hanno raccontato Daniela e Veruscka:
1️⃣ Come è nata l’idea di scrivere “La scienza delle organizzazioni positive” e quali sono stati i risultati più sorprendenti delle vostre ricerche?
L’idea di questo libro nasce dal desiderio di mettere in luce la solidità di quelle realtà aziendali che hanno scelto la felicità e il benessere delle persone come strategia organizzativa. Il libro sfida il modello organizzativo convenzionale, il sistema di valori, i principi e le credenze su cui oggi la maggior parte dei leader (manager, insegnanti, amministratori pubblici, imprenditori) ancora fonda il proprio approccio al lavoro.
In questa prima pubblicazione abbiamo voluto integrare le informazioni scientifiche e la letteratura manageriale, offrendo un risvolto pratico, grazie alle voci di esperti e a diverse storie italiane di successo, che dimostrano che un nuovo modo di fare impresa, scuola, informazione e amministrazione di fatto già esiste già nel nostro Paese.
2️⃣ Perché è importante oggi parlare di organizzazioni positive anche in settori percepiti come “tecnici” o “pratici”, come quello dell’autoriparazione?
Ogni ecosistema umano può aspirare ad essere un’organizzazione positiva. Non è una questione di dimensioni o di settore!
Si tratta di dare la possibilità agli individui che lavorano insieme di cooperare in modo virtuoso, di dare spazio all’essere oltre che al fare, di trovare senso in ciò che si fa, andando oltre le logiche del mero profitto.
Persone coinvolte, che lavorano sentendosi valorizzate e psicologicamente sicure daranno il meglio e parteciperanno in modo più consapevole agli obiettivi anche di business.
Proprio laddove tradizionalmente si è orientati alla praticità ci si dovrebbe interrogare su come stimolare l’individuo ad essere propositivo e ad innovare, perché l’essere umano che si sente parte di qualcosa, che partecipa da protagonista ad uno scopo collettivo si sente meglio e quindi performa anche meglio.
3️⃣ Nel settore dell’autoriparazione, spesso i team sono piccoli e lavorano sotto alta pressione. Come può un titolare promuovere il benessere e la fiducia in questi gruppi di lavoro?
Pressione e ritmi sostenuti, nella logica dell’organizzazione positiva, dovrebbero essere alternati a momenti di recupero veri. Momenti in cui si alimenta la chimica positiva e le persone ricaricano le batterie fisiche, ma anche interiori.
Ci sono ambienti produttivi dove si può ascoltare musica mentre si lavora o ci sono sistemi di illuminazione armocromatica che abbassano i livelli cortisolo (ormone dello stress) e favoriscono la produzione di chimica “buona” come la serotonina e la dopamina, ad esempio.
Non è tanto ciò che si sceglie di adottare come strategia anti-pressione ma è la volontà di mettere in campo antidoti saggi, che fanno bene all’essere umano, a fare la grande differenza e a far bene anche alla produttività.
Potremmo citare numerosi esempi di sistemi adottati anche da realtà piccole per alimentare fiducia, senso di appartenenza e benessere delle persone, ma ciò che ci preme più di tutto è scardinare il pregiudizio che la felicità non sia compatibile con il lavoro!
La nostra esperienza, e nel libro riportiamo diversi esempi, ci dimostra esattamente il contrario….
4️⃣ Molti titolari di officine si trovano oggi a dover gestire il ricambio generazionale e la difficoltà di trovare manodopera qualificata. Che ruolo gioca una leadership positiva in questo contesto?
I leader positivi sono innanzitutto esseri umani consapevoli, capaci di osservare, comprendere e guidare l’evoluzione culturale delle organizzazioni che abitano.
Hanno competenze e strumenti aggiornati, che permettono loro di disegnare strategie robuste e in grado di affrontare anche le sfide più grandi.
Per passare da modelli manageriali giurassici a modelli più evoluti, le organizzazioni hanno bisogno di leader capaci di generare coerenza tra cultura, processi, strategia e garantire modelli di gestione virtuosi per il benessere e per il business.
5️⃣ Se doveste consigliare un primo passo a un titolare di officina che vuole trasformare la propria azienda in un’organizzazione positiva, quale sarebbe?
Apprendere, traendo ispirazione da chi ha già sperimentato e vinto, grazie al modello dell’Organizzazione Positiva.
La Certificazione CHO® in questo senso è particolarmente efficace, perché è un percorso solido, pratico, fattuale, altamente professionalizzante e personalizzato, con contenuti evoluti e una metodologia didattica che offre strumenti efficaci calati in processi e comportamenti organizzativi.
Un enorme grazie a Daniela Di Ciaccio e Veruscka Gennari per aver condiviso con noi la loro esperienza e la loro visione sulle Organizzazioni Positive.
📌 Questi concetti non sono solo per grandi aziende o uffici corporate, ma possono davvero fare la differenza anche in un’officina.
Oggi trovare e trattenere collaboratori validi è una delle sfide più grandi per ogni titolare. Ma come avete letto in questa intervista, il modo in cui gestiamo il team è una leva fondamentale per il successo.
🔹 Vuoi approfondire questi temi?
Ti invitiamo a leggere il libro “La scienza delle organizzazioni positive”, dove troverai spunti concreti e casi reali su come applicare questi principi nel tuo contesto lavorativo.
👉 Se hai domande o vuoi condividere la tua esperienza, scrivici qui sotto nei commenti: